“Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male”. Lo diceva
Eduardo De Filippo da buon napoletano scaramantico. Ma anche i fiorentini non scherzano e lo testimonia uno studio realizzato da Nextplora per conto di
Direct Line, la compagnia di assicurazioni online.
Il 30,2% dei fiorentini ha
tranquillamente dichiarato di essere superstizioso: la scaramanzia trova pane per i suoi denti soprattutto nell’ambito delle misure preventive adottate prima di mettersi alla guida. Il 22,3% non può fare a meno del
corno rosso attaccato allo specchietto retrovisore. e l’8% degli intervistati ricorre alla coccinella o ai dadi. Il ferro di cavallo è un amuleto solo per il 5,2% mentre in fondo alla classifica troviamo l’elefante con la proboscide all’insù (1,6%) e il quadrifoglio, scelto dall’1,5% delle persone.
In auto, inoltre, per il 13% dei fiorentini non può mancare il
santino o l’oggetto religioso mescolando
fede e superstizione. D’altra parte spesso la religione è convertita in pratiche di superstizione, come quando capita di vedere boccette di acqua benedetta versate sul campo da calcio come rito propiziatorio.
Quando poi si deve decidere la
data di una partenza, per lavoro o per vacanza, il 18,5% dei fiorentini preferisce evitare il
venerdì 17, considerata da molti una giornata “problematica”.
In questa rassegna non poteva mancare l’
oroscopo: il 31% lo consulta per diversi argomenti, dall’amore al lavoro e il 4,5% dichiara addirittura di basare le scelte giornaliere su quello che dicono le stelle. Caso curioso è poi quel 31% che si dice
scettico, ma lo legge comunque.
Insomma, circa
un fiorentino su tre non inizia la giornata senza il proprio
amuleto o portafortuna in tasca o sul cruscotto della macchina. La superstizione tiene banco anche nel Terzo Millennio