Immigrati colombiani come aiuto professori nelle scuole - Virgilio Firenze
 

Immigrati colombiani come aiuto professori nelle scuole

Nell’Istituto scolastico Piero della Francesca gli immigrati colombiani integrano l’insegnamento della lingua spagnola. Quando la scuola è palestra di convivenza civile e lo straniero è una risorsa

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Lo straniero è una risorsa e non un pericolo. Questo potrebbe essere lo slogan adatto all’interessante iniziativa di collaborazione nata tra l’Istituto Comprensivo Statale Piero della Francesca di Firenze e la Comunità Culturale Colombiana presente in città. La cooperazione si attua appunto a scuola, in particolare nell’ambito dell’insegnamento della lingua spagnola.

Immigrati colombiani della Comunità Culturale si offrono volontari per l’approfondimento della lingua spagnola, insegnata normalmente nelle classi di scuola secondaria di primo grado. In modo regolare e in momenti stabiliti della settimana scolastica, i madre lingua colombiani si recano nella scuola e dialogano in spagnolo con gli alunni, anche attraverso modalità creative come spettacoli di marionette o presentazioni storiche.

Tutto ciò non solo piace agli alunni, ma è uno stimolo all’apprendimento della lingua straniera. In seguito al successo di questa collaborazione, i contatti fra le due istituzioni si sono fatti più stretti, tanto da creare un vero e proprio scambio di materiali educativi e di esperienze tra la scuola fiorentina e quelle presenti a Bogotà, capitale della Colombia.

“L’apporto della Comunità Culturale Colombiana di Firenze alle attività didattiche della scuola ci sembra veramente utile e positivo – ha detto il dirigente scolastico Marco Panti - e quindi senza dubbio da riproporre anche ad altre scuole che volessero in qualche modo imitarci”. Un caso curioso nel quale copiarsi a scuola non è sbagliato. Esportare in altri istituti questa esperienza è il prossimo passo da fare.

In questo modo i bambini capiscono sin da piccoli che l’immigrato non è un diverso da tenere alla larga, ma è un fratello con il quale poter instaurare un dialogo proficuo ed una bella amicizia. In questo contesto, questa iniziativa è un segno forte contro l’ondata di omofobia che di recente sta caratterizzando il nostro Paese e inoltre pone l’accento su una visione della scuola come palestra di democrazia e di convivenza civile.


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